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LA SICILIA SOTTO IL DOMINIO DI CARLO III DI BORBONE

Una nuova fase storica per la Sicilia prevede la dominazione borbonica iniziata con l'ascesa di Carlo III (1735-1759).
Egli diventa sovrano del Regno di Napoli e di Sicilia durante la successione polacca, cioè alla morte di Augusto II di Polonia (1733).
Carlo III prepara la sua conquista per il Regno di Sicilia.
Palermo invia una sua delegazione di deputati a dare il benvenuto al nuovo sovrano.
Carlo III organizza la sua flotta in due parti: la prima, sotto la guida del marchese di Montemar, ha il compito di insidiare Palermo, l'altra, guidata dal Marsaillac, deve attaccare Messina.
Nel settembre 1735 la flotta borbonica entra a Palermo e nel marzo 1735 a Messina.
L'arrivo del nuovo sovrano in Sicilia fu accolto con molto entusiasmo, ma tale clima si placò visto che la permanenza siciliana di Carlo III durò solo pochi giorni.
La Sicilia perde parte del fasto ottenuto durante la dominazione normanna, sveva ed aragonese ed assume un ruolo marginale nella politica europea.
Allo stesso tempo, il nuovo sovrano lasciò un segno positivo in Sicilia rappresentato dal regolamento del commercio del grano e dall'emanazione di alcune leggi restrittive nei confronti della Massoneria e di altre sette.
Questo è anche il periodo della così chiamata questione siciliana, cioè quel processo riformatore con il quale si voleva abbattere il forte potere baronale e svilire il vecchio ordinamento feudale ancora presente in Sicilia.
Tale opera riformatrice nasce con l'eliminazione di alcuni tributi e dirigendo quelli raccolti per soddisfare i bisogni interni dell'isola, con la stipula di nuovi trattati con la Turchia e la Tunisia per favorire il commercio e la navigazione e con la riforma della deputazione della sanità.
Alla lunga, Carlo III si rivelò un sovrano saggio.
Alla morte del sovrano spagnolo Ferdinando IV (senza eredi), Carlo III lascia la Sicilia e Napoli e sale al trono spagnolo.

Anche durante tale periodo la Sicilia è governata da Viceré, come José Castillo Albornoz (1734) e Giovanni Fogliani d'Aragona (1755-1773).
Durante tale periodo non si distinsero nobili famiglie siciliane.

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