LE NOBILI FAMIGLIE SICILIANE
Il vanto della Sicilia non è costituito solamente dall'imponenza dei suoi paesaggi, dalla ricchezza dei monumenti sacri e profani, patrimonio turistico e testimonianza degli eventi storici vissuti dall'isola, e dai prodotti tipici come i formaggi, gli agrumi, i dolci ed i lavori dell'artigianato, ma anche dall'importanza sociale e storica di alcune famiglie nobili che tanto hanno contribuito, nel bene e nel male, a costruire giorno dopo giorno la storia siciliana.
Numerose sono le famiglie nobili siciliane che meritano la menzione.
La famiglia Abbadelli o Abbatelli è originaria di Lucca e si trapianta
in Sicilia nel 1237 grazie a Dulcio.
Nel 1431 Giovanni acquistò dai Moncada la Contea di Cammarata.
Fu titolare, inoltre,delle baronie di Pietra e Cefalà.
Suo figlio Federico ottenne il titolo di Conte di Cammarata nel 1451.
Un ramo di tale famiglia è presente a Catania dove si trova un palazzo
nobiliare appartenuto a tale famiglia (successivamente Monastero della Pietà)
e che ancora ne porta lo stemma, un campo d'oro contenente un grifo nero e rampante.
La famiglia Abbate o Abbati deriva da Papiro, un cavaliere romano che lasciò
i suoi possedimenti al figlio per ritirarsi in un monastero; alla morte del
figlio, che non ebbe eredi, Papiro lascia l'abito talare e prende moglie.
Da qui l'uso di chiamare i suoi figli "dell'abbate".
Tra i rappresentanti di tale famiglia che ebbero contatti con la Sicilia si
ricordano:
· Enrico, tesoriere dell'imperatore Federico II;
· S. Alberto frate, esponente dell'ordine del Monte Carmelo;
· Ignazio Vincenzo, possessore del titolo di marchese di Longarini.
La famiglia Abriguano arriva in Sicilia agli inizi del 1300.
Tra i maggiori esponenti di tale famiglia si ricordano:
· Maurizio, titolare di importanti cariche sociali a Trapani;
· Francesco, capitano giustiziere;
· Enrico I, titolare della baronia di Regalmuto;
· Enrico II, vicario generale d'armi in Val di Mazzara;
· Giuseppe, titolare della baronia delle Saline di Trapani.
La famiglia Adamo è d'origine lombarda e si trapianta in Sicilia grazie
al condottiero Childeberto.
Tra i suoi maggiori rappresentanti si possono citare:
· Antonio, conservatore del R. Patrimonio Promastro Giustiziere del Regno;
· Celestria, fondatrice del monastero di donne di Caltagirone;
· Giacomo, cavaliere gerosolmitano.
La famiglia Agliata o Alliata vanta rappresentanti in Grecia, Francia ed in
Italia.
La famiglia si trasferisce in Sicilia nel 1300 quando lascia Pisa per sfuggire
alle persecuzioni dei Visconti.
Tra i suoi maggiori rappresentanti si può citare Filippone da cui derivano
i principi di Villafranca ed i baroni di Soltanto.
Tale famiglia fu titolare di svariate ed importanti cariche statali come quelle
di presidente, vicario generale, pretore e senatore.
Alcuni suoi rappresentanti furono cavalieri di Malta, Calatrava, S. Gennaro.
Essa si trova attualmente a Palermo e si è suddivisa in tre rami distinti,
quello dei principi di Villafranca e duchi di Salaparuta, quello dei duchi di
Saponara e quello dei duchi di Pietretagliate.
La famiglia Amari è originaria del trapanese.
Tra i suoi maggiori esponenti si ricordano:
· Leonardo, provveditore del real palazzo al tempo di Federico III;
· Filippo, figlio del precedente e titolare del feudo di Gibilvasili
rientrante nel territorio di Salemi;
· Giacomo, titolare della baronia di Marineo e Risalaimi;
· Antonio, titolare dei feudi della Sulla, Ficuzza e Casaliccio.
· Emerico, fratello del precedente, illustre filosofo, statista e penalista
del XIX secolo e titolare di numerose ed illustri cariche, come quella di professore
di diritto penale a Palermo e di vicepresidente della camera dei comuni di Sicilia
nel 1848.
La famiglia Amato è d'origine spagnola ed arriva in Sicilia al tempo
di Pietro d'Aragona, esattamente nel 1282.
I suoi primi rappresentanti noti sono Bernardo e Pagano che per i loro meriti
e servizi ottennero dei feudi e la parentela con la famiglia Peralta di Caltabellotta.
Tra i suoi maggiori rappresentanti si distinguono:
· Giovanni, barone di Zaffuti;
· Tommaso, titolare di vari feudi a Messina;
· Filippo, per ben tre volte senatore, deputato del regno e capitano
di giustizia, principe di Galati e titolare della baronia di Cacciamo.
La famiglia Ansaldi di Palermo è originaria di Nicosia.
Tale famiglia si separa in due rami distinti:
· il primo è presente a Castrogiovanni e Mazzarino e si estingue
nella nobile famiglia Grimaldi di Geracello;
· il secondo ramo rimane a Nicosia; tra i suoi esponenti si ricorda Giovanni,
marchese di Spataro, marito della nobildonna Carolina Ventimiglia dei principi
di Grammonte.
La famiglia Ansalone trae origine da Ladislao, cavaliere della Pannonia e
governatore di Messina.
Essa vanta tra i suoi esponenti numerosi senatori in Messina e cavalieri di
Malta e da essi derivano i principi di Roccacolomba ed i duchi della Montagna
Reale.
Tra tali esponenti si ricordano:
· Natale, uno dei fautori della Guerra del Vespro, titolare delle cariche
di maestro giustiziere e capitano d'esercito;
· Pietro, economista e titolare del castello di Comiso;
· Bonsignore II, titolare della baronia di Fimedinnisi;
· Ascanio, titolare della terra baronale della Montagna Reale ed del
feudo Mercato di Rocca, del quale fu primo duca per concessione regia; ricoprì
anche altre cariche come quelle di maestro razionale del real patrimonio e fu
anche primo marchese di Sorrentino.
La famiglia Arena prevede due ramificazioni.
Il ramo messinese riguarda i signori di Messina, Caltagirone e Lentini e vanta
uno stretto legame con i baroni di Montechiaro e Roccadore. La famiglia aggiunge
un secondo cognome non meno illustre di quello già posseduto diventando
così Arena-Primo.
Il ramo palermitano vanta personalità illustri come Federico, titolare
di numerose cariche giudiziarie, Primo consultore del Re per gli affari di Sicilia
e Consigliere Decano del Real Consiglio di Santa Chiara di Napoli.
I suoi eredi furono Giuseppe, dalla brillante carriera nella magistratura, ed
Elisabetta, moglie di Carlo Mortillaro barone del Cianuro.
La famiglia Ascenso ha una storia antichissima.
Il primo esponente di tale famiglia che ha dei contatti con la Sicilia fu Giovanni,
il gentiluomo catalano che nel 1283 si recò in Sicilia con l'incarico
di cameriere dell'infante Federico.
Tra gli altri esponenti illustri di tale famiglia si possono citare:
· Matteo II, cavaliere e giudice giurato di Girgenti;
· Stefano, governatore del contado di Modica dove si stabilì con
la sua famiglia;
· Pietro, titolare del feudo di Santa Rosalia in Val di Noto.
La famiglia Balsamo è d'origine lombarda e si trapianta in Sicilia
nel XII secolo, precisamente a Messina, ad opera di Maurizio Balsamo.
Tra i suoi maggiori rappresentanti si hanno:
· Giacomo, al servizio del re Ferdinando il cattolico e possessore di
vari titoli come capitano d'arme di Milazzo, vicario generale, signore della
città di Taormina e dei suoi casali;
· Pietro, marchese della Limina, cavaliere di San Giacomo della Spada
e straricoto di Messina;
· Francesco Viperino, principe di Resuttana, senatore e poi sindaco di
Messina.
La famiglia Barrese è d'origine francese ed arriva in Sicilia ad opera
di Abbo (al seguito del Conte Ruggero).
Tra gli altri, si ricordano:
· Arcibao, governatore di Messina;
· Tommaso, titolare del ducato di Castrovillari in Calabria e del contado
di Terranova;
· Pietro, principe di Pietraperzia, primo marchese di Barrafranca e vicario
generale di Catania e Siracusa.
La nobile ed antichissima famiglia Beccadelli si sviluppa a Palermo agli inizi
del 1300 ad opera di Vannin.
Tale famiglia vanta rappresentanti illustri del calibro di:
· Antonio il Panormita, filosofo, titolare di numerose cariche e feudi;
· Simone, arcivescovo di Palermo;
· Giovanni, capitano di Palermo e maestro razionale del tribunale de
r. patrimonio;
· Francesco, barone di Altavilla e primo marchese di tal stato;
· Pietro, figlio del precedente e possessore del titolo di principe di
Camporeale e del marchesato della Sambuca.
La famiglia Benedetto vanta rappresentanti illustri del calibro di:
· Andrea, notaio a Palermo nel 1282;
· Andrea II, gentiluomo di Ferdinando II e governatore della cavalleria
regia.
Da un libro di memorie che riguarda tale famiglia si evince che uno dei rami
pisani della suddetta si trasferisca a Palermo nel XIV secolo.
La famiglia Beneventano, pare, deriva dalla nobile famiglia Orsini di Roma
ed ha dato i natali a numerosi dogi veneziani.
Essa si trasferisce in Sicilia ad opera di Matteo Orsileo che era al seguito
dell'infante Federico.
I suoi rappresentanti, possesori di vari titoli, furono baroni della Corte,
del Bosco e di Schifano ed anche nobili di Siracusa, Lentini, Modica e baroni
della Corte.
La nobile famiglia Benincasa è tra le più illustri famiglie
baronali di Messina.
Essa si suddivide in due rami: il primo rimane e si sviluppa in Sicilia ed il
secondo si trasferisce a Bologna, Perugina, Prato e Siena.
Tra i suoi maggiori rappresentanti si ricordano:
· Pier Leone, segretario dell'imperatore Federico II;
· Giovan Corrado, segretario dell'imperatore Corrado e consigliere del
re Manfredi;
· Eustachio, valoroso combattente.
La famiglia Bonaiuto vanta una folta schiera di conti ed i suoi esponenti
hanno rivestito cariche illustri.
Tra questi ultimi si distinguono:
· Giovanni, titolare delle terre di Melilli;
· Antonio, fratello del precedente e titolare del castello e del feudo
d'Osino;
· Frà Francesco, cavaliere gerosolmitano ed ammiraglio.
La famiglia Bonanno accoglie i principi di Linguaglossa, i Baroni di Maggiore
e di Delia, i Principi della Cattolica, i duchi di Montalbano, la linea dei
Duchi di Castellana, la linea dei principi di Linguaglossa, numerosi pretori,
senatori e cavalieri gerosolmitani.
Da tale famiglia si diramano altre linee, come quella dei Baroni di Polino di
Caltagirone e dei baroni Bonanno di Siracusa.
Essa trae le sue origini da Pisa ma si trasferisce in Sicilia ad opera di Giangiacomo
e Cesare che lasciarono la loro città natale per allontanarsi dai contrasti
con una famiglia locale.
Tra i suoi maggiori rappresentanti si ricordano:
· Giacomo I, vicario generale di Naro;
· Giacomo II, vicario generale del regno;
· Romano Colonna, barone di Canicattì e primo duca di Montalbano;
· Pietro, primo principe di Roccafiorita e barone di Castellamare del
Golfo;
· Orazio Bonanno e Gioeni, primo possessore del titolo di principi di
Linguaglossa, nonché barone di Ravanusa Carrancino e Belvedere.
La famiglia Bonfiglio vanta il titoloni Baroni di Carmito.
Dalle origini tedesche, la famiglia ha innumerevoli contatti con l'Italia.
I primi a trasferirsi in Sicilia furono Filiberto e Ladislao.
Tra i suoi maggiori rappresentanti si ricordano:
· Ludovico, titolare della Castellania di Lentini e di tesoriere generale;
· Nicolò, figlio del precedente e difensore di Augusta contro
gli Angioini;
· Filippo, primo titolare della baronia di Condrò;
· Gianfilippo, primo titolare della baronia di Gatteri.
La famiglia Bonomo è originaria di Trieste e si dirama in varie città
italiane.
Essa si trasferisce in Sicilia ad opera di Scipione che fece numerosi acquisti
nel territorio di Nicosia.
Tra gli altri esponenti di tale famiglia si ricordano:
· Antonino, portò la sua famiglia a Polizzi;
· Giuseppe, primo marchese del Casale di Catania.
La famiglia Borgia vanta tra i suoi rappresentanti i principi di Chiaramente,
i marchesi del Casale e parecchi personaggi illustri del calibro dei Papi Callisto
III ed Alessandro IV.
Si suddivide in vari rami, uno dei quali si trasferisce in Sicilia.
Tra i maggiori rappresentanti di tale ramo si distinguono:
· Guglielmo; gentiluomo del re Martino, ricevette dei feudi presenti
nel territorio di Lentini ed un casale presente nel territorio di Noto;
· Frà Giuseppe, cavaliere gerosolmitano.
La famiglia Branciforte arriva in Sicilia ad opera di Guglielmo al tempo del
re Federico II.
Tra i maggiori esponenti si ricordano:
· Raffaele, titolare del castello e della città di Piazza; ottenne
il possesso del feudo di Grassuliato ed i feudi di Condrò e Gatto;
· Tommaso, titolare della contea di Mazzarrino;
· Fabrizio, principe di Bufera, marchese di Militello e principe di Pietraperzia;
· Imara, fondatrice del monastero delle Stimmate a Palermo distrutto
sul finire del 1800;
· Salvatore, principe di Butera e consigliere di stato.
La famiglia Busacca ha nobili origini francesi e si trasferisce a Messina.
Tra i nomi illustri si possono citare:
· Michele, avvocato fiscale;
· Michele II, primo marchese di Gallidoro;
· Michele III, illustre scienziato;
· Carlo, marchese di Gallidoro.
La famiglia Caetano si divide tra Napoli e la Sicilia.
In quest'ultimo caso vanta illustri rappresentanti come vari cavalieri gerosolmitani
ed uomini importanti del calibro di:
· Pietro, presidente del regno perché titolare dei feudi di Chiaramente,
Dirillo, Calatabiano e Tripi;
· Pietro II, barone di Cassaro nel 1619;
· Cesare, primo marchese di Sortino e primo principe di Cassaro agli
inizi del 1600.
La famiglia Campo si trapianta in Sicilia ad opera di Federico, titolare della
signoria di Caltabellotta e Bivona.
Essa può vantare illustri esponenti possessori di importanti titoli come
quelli di capitano giustiziere e senatore, nonché svariati possedimenti.
La nobile, catalana famiglia Cannizzaro si trapianta in Sicilia ad opera di
Tommaso che ottenne la castellania di Terranova da re Pietro I come premio per
i suoi servigi.
Tra i suoi rappresentanti si ricordano:
· Bernardo, titolare di alcune terre in Catalabiano;
· Giovanni, giurato di Noto;
· Mario, titolare dell'ufficio di reggente presso il re.
La famiglia Carissima è d'origine bolognese ed arriva in Sicilia ad opera
di Pascotto nella prima metà del 1400.
Un ramo di tale famiglia si trasferisce a Trapani dove si interessa, tra l'altro,
dell'edificazione della Chiesa di S. Caterina.
I suoi esponenti sono stati titolari di numerose terre come le baronie nelle
isole di Favignana, Levanzo e Marittimo ed il feudo di S. Ippolito.
La famiglia Carretto arriva in Sicilia nel 1269 grazie al matrimonio tra Antonio
e Costanza Chiaramente che porta in dote le baronie di Calatabiano e Ragalmuto.
Si ricordano, tra gli altri:
· Girolamo, primo conte di Ragalmuto;
· Alteramo 2, conte di Gagliano;
· Giovanni 2, conte di Ragalmuto.
La famiglia Castelli, originaria della Franconia, prevede ben 9 rami sparsi
tutta Italia.
Tale famiglia fa tre passaggi successivi nell'isola interessando le città
di Catania, Messina e Palermo.
Tra i suoi maggiori rappresentanti si ricordano:
· Gregorio, titolare della contea di Gagliano, dei marchesati di Capizzi
e Motta, della baronia di Durilli e delle signorie di Mistretta e Risitano;
· Lancillotto, primo principe di Castelferrato, maestro razionale del
real patrimonio e pretore di Palermo;
· Bartolomeo, vescovo di Mazzara e deputato del regno;
· Gioacchino, vescovo di Cefalù.
La nobile, spagnola famiglia Castillo arriva in Sicilia ad opera di Baldassarre,
militare vivente verso la seconda metà del 1500 che si stabilì
a Palermo.
Essa si divide in due rami, quello che riguarda i marchesi di S. Isidoro e quello
che riguarda i marchesi di S. Onofrio.
Tra i maggiori esponenti di tale famiglia si ricordano:
· Baldassarre II, capitano d'infanteria;
· Giuseppe, senatore a Palermo.
La famiglia Celeste si distribuisce su varie città siciliane come Noto,
Modica, Catania e Palermo.
Vanta numerosi esponenti illustri possessori di titoli importanti, come quello
di marchese, e titoli governativi, tra i quali:
· Pietro, esponente del ramo di Noto, straticoto di Messina nel 1458
e titolare del castello inferiore di Noto;
· Giovanni, esponente del ramo catanese e capitano;
· Pietro, cavaliere di S. Giacomo della Spada e pretore a Palermo nel
1611;
· Giambattista, marchese e governatore del monte di pietà di Palermo
nel 1643.
La famiglia Cordova è d'origine spagnola e vanta personalità
illustri del calibro di cardinali, vescovi, cavalieri del Toson d'oro, d'Alcantara,
gerosolmitani, nonché ambasciatori, viceré e governatori.
Essa si trasferisce in Sicilia, precisamente a Palermo, ad opera di Francesco
all'inizio del 1500.
I suoi discendenti sono stati cavalieri di San Giacomo della Spada, senatori,
maestri notari, governatori del Monte di Pietà.
La famiglia Cottù o Cotta si trapianta in Sicilia intorno al XVI secolo.
Tra i suoi maggiori esponenti si ricordano:
· Giovanni, titolare dello stato e baronia di Madore, presso Sciacca,
nonché primo marchese di Roccaforte;
· Gianfrancesco, mecenate delle belle arti;
· Giovanni, figlio del precedente e cavaliere gerosolmitano;
· Lorenzo, marchese di Roccaforte, barone del Godrano e del Madore e
deputato del parlamento italiano quale rappresentante della città di
Palermo.