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LE FAMIGLIE NOBILI SICILIANE

Molteplici sono le familie illustri siciliane che hanno contribuito a determinar lo sviluppo, la cultura e la storia della Sicilia.

La famiglia Ragusa si suddivide in due rami:
1) il ramo di Mazzara; numerosi suoi membri furono giurati;
2) il ramo di Alcamo, in un secondo momento trapiantato a Palermo; numerosi suoi membri occuparono cariche importanti nella magistratura.

La famiglia Raineri prevede varie casate tra le quali occorre ricordare quella dei Conti e Marchesi di Perugia dalla quale discende quella di Brindisi dalla quale probabilmente discende quella di Messina.
Di quest'ultimo ceppo si distinsero:
Giovanni, medico di Re Federico che ottenne come ricompensa per i suoi servigi alcuni feudi siciliani come quello di Piazza Bajona;
Rainero, più volte senatore;
Giovanni Pietro, capitano a Messina.
La famiglia si trasferisce a Castroreale.

La famiglia Reggio o Riggio si dirama in alcune regioni italiane come la Toscana, la Campania e la Sicilia.
Il primo ad arrivare in Sicilia è Antonino.
Suo figlio Pietro fu titolare del feudo del Carmito e maestro razionale del real patrimonio.
I suoi eredi si sono distribuiti tra Messina, Randazzo e Palermo.
Tra essi si distinsero:
Nicolò, titolare della terra e del castello di Francavilla;
Giuliano, capitano di Palermo;
Stefano, capitano di Palermo, maestro razionale, marchese della Ginestra, primo principe di Campofiorito e straricoto di Messina;
Luigi, dal quale partono due rami:
- il primo inizia con Stefano ed è rappresentato da illustri personalità del calibro di commendatore di S. Calogero, cavaliere del toson d'oro, ambasciatore e cavaliere
gerosolmitano;
- il secondo ramo inizia con Antonino Reggio e Saladino,
principe della Catena; in esso si distinguono, tra gli altri,
Andrea, fondatore della terra di vassallaggio
Catenanuova, Agatino, vescovo di Cefalù ed Agostino,
canonico di Palermo.

La famiglia Riccio, Rizzo, Riccioli arriva in Sicilia al tempo di Federico II d'Aragona.
Tra i suoi maggiori esponenti si ricordano:
Sergio, colui che fortificò il castello di Trapani;
Tommaso, residente a Palermo, tesoriere del regno e senatore;
Giovanni, residente a Messina e possessore di svariati beni come la baronia di Comiso; da lui derivano, tra l'altro, i Baroni di Ribino e di S. Giacomo.

La famiglia Rizzari è una delle più antiche famiglie nobili di Caltagirone -Ct-.
Le personalità illustri di tale famiglia sono notevoli, a partiere da:
Giovanni, castellano di Traina;
Giovanni II, giustiziere della valle d'Enna;
Odone, castellano di Caltagirone;
Pietro, ambasciatore di Catania;
Pietro II dal quale discendono i baroni di Bidamo.

La famiglia Rosso o Rossi è d'origine normanna e fiorisce in Sicilia. E' formata da svariati peronaggi illustri come:
Rosso, Conte di Sperlinga;
Rosso II, Conte di Aidone e di Sclafani e Barone, tra l'altro, di Cerami, Calataiano, Motta Santanastasio, Militello, Saponara e Sperlinga;
Nicolò, titolare dei castelli di Naro, Favara, Saladino;
Guglielmo, barone di Militello, Cerami e Sirumi presso Catania, dal quale derivano i Principi di Cerami (presenti a Catania), i Principi di Militello (estinti nella casa Gallego) e i Baroni di Sangiovanni (estinti in casa Grimaldi).

La famiglia Saccano è propriamente siciliana e dalle antichissime origini.
I suoi membri hanno rivestito cariche importanti come quelli di barone di Santostefano della Briga, straricoto, vescovo di Catania e di cavalieri gerosolmitani come frà Ottavio e frà Vincenzo.

La famiglia Sammartino vanta personalità illustri del calibro di:
Giovanni, vicario generale della Val di Noto;
Giovan Maria barone di Campobello e possessore di svariati titoli come quello di tesoriere ed amminitratore generale della S. Crociata per tutta la Sicilia;
Antonio, pretore di Palermo e maestro razionale del trib. del r. patrimonio.

La famiglia Santostefano ha due contatti distinti con la Sicilia:
1) il primo con Martino, al servizio del re Ludovico e titolare dello stato d'Avola e dei feudi di Falconeri, Mazzarone e Ginestra; tale linea si estingue nella casa Reggio;
2) il secondo, verso la fine del 1500, con Diego, segretario del tribunale del Sant'Uffizio di Palermo.

La famiglia Settimo è di antiche origini pisane ed arriva in Sicilia agli inizi del 1400 ad opera di Antonio, colui che acquisì la baronia di Tavi ed il castello di Mazzara.
A tale famiglia appartengono i Marchesi di Giarratana e i Baroni di Cammaratini.
Tra i suoi maggiori rappresentanti si ricordano:
Giannantonio, titolare dello stato di Giarratana;
Matteo, capitano giustiziere a Palermo;
Ruggero II, principe di Ganci e pretore di Palermo.

La famiglia Spadafora è d'origine greca e si imparenta con dei baroni normanni.
Alcuni suoi esponenti hanno avuto contatti con la Sicilia, a partire da:
Corrado, castellano del Salvatore di Messina; da esso derivano due rami distinti:
1) il primo è rappresentato dai Principi di Maletto e di Venetico,
nonchè dai Marchesi di S. Martino, dai Baroni di Mazzarà,
della Cavalleria, Pirago, Persinaci; esso si estingue nella
casa Ascenso;
2) il secondo è rappresentato dai Principi di Spadafora,
Marchesi di Policastrello e Carletto e Duchi di S. Pietro;
Enrico, castellano di Castellammare di Palermo;
Federico, castellano e governatore di Taormina e maestro razionale;
Federico II, maestro razionale del real patrimonio.

La famiglia Statella è d'origine francese.
La diramazione siciliana prevede numerose personalità illustri, come:
Francesco III, conte, gran siniscalco del regno e primo marchese di Spaccaforno;
Antonio, titolare di svariati stati, governatore della Compagnia della Pace e pretore di Palermo;
Francesco VII, Marchese di Spaccaforno, Principe di Villadorata e di Sambuchi e barone di svariati feudi come quelli di Colle Soprana e Sottana e di S. Maria del Focallo;
Francesco, Marchese di Spaccaforno e Principe di Cassaro.

La famiglia Tagliavia ha delle antichissime origini siciliane.
Prende anche il cognome "d'Aragona" da Francesco, barone di Castelvetrano.
Tra i suoi maggiori esponenti si ricordano:
Carlo, Marchese d'Avola e Principe di Castelvetrano, primo Duca di Terranova e Conte di Borgetto;
Carlo II, cavaliere del Toson d'Oro e capitano della cavalleria siciliana;
Diego, commendatore di S. Giacomo e straricoto di Messina.
Il suddetto ramo si estingue nella famiglia Pignatelli.
Un altro ramo è presente a Sciacca ed è rappresentatro dai Marchesi di San Giacomo e dai Duchi di Alagona.

La famiglia Termine è d'origine catalana ed arriva in Sicilia agli inizi del 1200 grazie ai fratelli Giovanni e Olivero.
Giovanni possedeva la castellania di Termini, il titolo di giustiziere della Valle di Girgenti.
Di tal famiglia si ricordano:
Oliverio, castellano di Palermo;
Giovanni, arcivescovo di Palermo;
Antonio, governatore della Camera Regionale di Siracusa;
Girolamo, vescovo di Mazara ed arcivescovo di Palermo;
Antonino, senatore di Palermo e padre di Bernardino IV e Girolamo, dai quali derivano due rami distinti:
- il primo è rappresentato da Bernardino, primo principe di
Casteltermine; questo ramo raccoglie vari titoli come quello di
conte d'Isnello, principe di Baucina;
- il secondo proviene da Girolamo ed è composto dai duchi di
Vatticani.

La famiglia Tomasi ha origini romane, si trasferisce in un primo momento ad Ancona e successivamente in Sicilia; in questo secondo caso grazie a Mario de Tomasi.
Egli fu capitano d'arme a Licata e Barone di Palma.
Tra i suoi esponenti più famosi si possono citare:
Giulio, barone di Montechiaro, primo duca di Palma e primo principe di Lampedusa;
Ferdinando, cavaliere d'Alcantara;
Ferdinando II, capitano giustiziere e più volte pretore di Palermo.

La famiglia Trigona arriva in Sicilia grazie ad Ermanno, capitano dell'imperatore Federico II, che ottenne la castellania ed il governo di Mistretta come ricompensa per i suoi servigi.
Tale famiglia ha posseduto svariati feudi e titoli, a partire da quello di duca di Misterbianco e Catania, di Barone d'Azzolino e Mandrascate di Piazza, di Marchese di Canicarao di Noto, di Barone di Cutumio e principe di S. Elia.
Essa vanta, inoltre, la presenza di svariati personaggi illustri del calibro di cavalieri gerosolmitani e porporati.

La famiglia Valdina arriva in Sicilia grazie ad Andrea, illustre cavaliere e vicario della Val di Noto.
I suoi rappresentanti hanno rivestito cariche importanti del calibro di barone di Raccuja, marchese della Rocca, pretore di Palermo e cavaliere dell'Alcantara.

La famiglia Valguarnera deriva da dei Conti della Catalogna.
La famiglia ha due contatti distinti con la Sicilia:
1) il primo passaggio si ha verso la fine del 1200 con Simone;
2) il secondo passaggio si ha grazie ai fratelli Simone e Vitale, nobili catalani.
Da questi ultimi discendono alcuni uomini illustri che si distinsero in Sicilia:
Giovanni, straricoto di Messina, presidente del regno ed abile condottiero;
Giovanni II, straricoto di Messina e conte d'Asaro;
Francesco II, principe di Valguarnera e pretore di Palermo;
Francesco III, principe di Valguarnera e di Gangi, marchese di Regiovanni e valoroso capitano di galera.
Questo ramo della famiglia possedeva il principato di Gangi di Casa Graffeo, di Gravina e le due baronie di Bozzetta e Pasquasia di Casa Grimaldi e si estingue nella famiglia Allaita di Villafranca.
Un secondo ramo è rappresentato dai duchi di Arenella e principi di Niscemi, ramo che può vantare esponenti illustri del calibro di militari, pretori e governatorei del monte di Palermo.

La famiglia Vanni è tra le più antiche e nobili famiglie pisane ed arriva in Sicilia, e precisamente a Palermo, ad opera di Alessandro agli inizi del 1500.
Qui la famiglia si dirama creando il ramo dei marchesi di Roccabianca, dei principi di San Vincenzo, dei marchesi di san Leonardo e dei duchi di Archirafi.
Tra gli esponenti più illustri si ricordano:
Vincenzo Sigismondo, senatore palermitano;
Francesco, vescovo di Cefalù e cavaliere del San Gennaro.

La famiglia Vassallo fa due passaggi differenti in Sicilia, uno con Baronio a Noto - Sr - al tempo di Federico II, ed un secondo con Nicolò a Palermo.
Proprio da quest'ultimo discendono delle personalità illustri che ebbero dei contatti con la Sicilia, come:
Pietro, castellano ereditario di Mazzara;
Stefano, più volte senatore di Palermo;
Nicolò II, castellano di Capizzi e barone ereditario di alcuni feudi presenti nel territorio di Ragusa.

La famiglia Zacco ha delle antiche origini padovane ed ha un primo contatto con la Sicilia ad opera di Stefano, consigliere del re Alfonso d'Aragona.
La famiglia si dirama ben presto in varie città isolane come Palermo, Modica, Lentini e Siracusa.
Tra i suoi esponenti si hanno governatori della camera regionale, canonici, governatori, militari e rappresentanti della magistratura.

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